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Decoupage - Finto Alabastro
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Un altro lavoro piuttosto facile ma di sicuro effetto decorativo è quello che vuole imitare l'alabastro. Servono pochi materiali e si comincia a prendere confidenza con un nuovo tipo di supporto: il vetro.

Materiali occorrenti:
Piatto in vetro Primer trasparente (Aggrappante per vetro)
Carta di Riso bianca o colorata 1 confez. di Fiori o foglie pressate
Colore oro in cera o acrilico per il bordo Colla Velo (vinilica diluita per carte leggere)
Vernice gel vetrificante Carta abrasiva fine [800 o 1000]

L' effetto che si vuole ottenere è quello della pietra di alabastro, lavorata soprattutto in alcune zone della Toscana, in Maremma, nel senese. L’alabastro mostra un tipico aspetto traslucido dovuto alla trasparenza delle venature di cristalli minerali che lo compongono (quarzi e calcite). Normalmente bianco, viene colorato e lavorato in ogni tipo di foggia per farne fermacarte, reggilibri, statuine, mensole...
Per ricreare un piatto in guisa di alabastro occorre un supporto di vetro, da lavorarsi a rovescio (cioè sul lato convesso, quello per intendersi che poggia normalmente sul tavolo, cosicché il piatto possa essere anche utilizzato per i cibi), e della carta di riso bianca o colorata. In primo luogo, bisogna dare una mano di primer trasparente - un aggrappante specifico per il vetro - sul lato convesso. Questo aggrappante permette alla colla di aderire bene al vetro che, altrimenti, risulta essere un materiale di difficile decorazione, dato che per sua natura è estremamente liscio.
Mentre il primer asciuga, si passa alla preparazione della carta di riso: non dovrà essere troppo spessa e rigida, altrimenti l’effetto di trasparenza risulterà compromesso, e va strappata con le mani in pezzetti di tre - cinque centimetri per lato: mai tagliarla perché, una volta incollata sul vetro, si noterebbero gli antiestetici e "finti" bordi regolari dei singoli pezzi! Bisogna preparare abbastanza pezzi di carta da ricoprire l'intera superficie del piatto ed alcuni pezzi in più per sistemare le zone che mostrano un'eccessiva trasparenza.
Per quanto riguarda la decorazione, in questo progetto si utilizzano fiori e/o foglie pressati, che per primi devono essere composti in un disegno armonioso e quindi incollati accuratamente sul retro del piatto con una colla vinilica per tovaglioli (colla Velo), avendo cura di schiacciare bene con le dita gli eventuali boccioli troppo rilevati e i gambi robusti, allo scopo di evitare eccessivo spessore nella decorazione: questo, infatti, crea problemi quando vi s'incolla sopra la carta di riso, che forma delle bolle d'aria davvero brutte a vedersi sul lato dritto del piatto.
Esiste anche un'alternativa per ottenere un effetto più "naturale" dell’alabastro: prima d'incollare i fiori, si può applicare un primo, sottile strato di carta di riso.
La carta di riso, già tagliata in pezzi irregolari, s'incolla semplicemente appoggiandola sul supporto - meglio cominciare dal centro del piatto - e stendendovi sopra a pennello uno strato piuttosto abbondante di colla per tovaglioli. Poiché la carta è molto porosa, lascerà filtrare la colla sino allo strato sottostante, aderendo perfettamente; quindi, bisogna stare attenti a non metterne troppo poca, altrimenti non viene assorbita dalle fibre della carta di riso, ma neppure troppa, altrimenti la stessa carta tenderà a lacerarsi. Con la pratica, verrà naturale capire quando la quantità è quella giusta.
Se la carta tende a formare delle grinze, si può cercare di rialzarla e distenderla nuovamente lavorando con le dita umide e col pennello intriso di colla.
Attenzione ai bordi dei vari ritagli, che non devono essere troppo sovrapposti per non pregiudicare la trasparenza naturale dell’alabastro; bisogna anche non esagerare con il numero di strati incollati, ché provocherebbero un’antiestetica opacità del supporto, mentre troppo pochi non simulerebbero le caratteristiche della pietra: anche qui bisogna trovare il giusto equilibrio e, in ciò, la pratica è maestra.
Allo scopo di pareggiare bene il lavoro sul fondo del piatto, sarà anche utile pressarlo con un rullo di gomma dura, per far uscire il più possibile le bolle d'aria, che hanno la sgradevole abitudine di formarsi fra i fiori di un certo spessore.
E' importante ricordare che, quando s'incolla la carta di riso, i pezzi più esterni debordano ovviamente dal profilo del piatto; questo non è affatto un problema: invece di rifilare queste eccedenze con le forbici, il che provoca un taglio impreciso e molto evidente, sarà sufficiente infatti utilizzare un pezzo di carta abrasiva abbastanza ruvida (grana 300 o 400) e scartavetrare le eccedenze, proprio sul taglio del bordo del piatto, dall'interno verso l'esterno. Lo scarto in eccesso verrà via a filo del bordo stesso e sarà omogeneo e molto "pulito".
In via facoltativa, è possibile decorare il bordo del piatto con un colore a cera dorato o in tinta a piacere, anche acrilica, avendo cura di spugnarlo con un tamponcino da stencil senza far debordare il colore sul lato convesso. Sul dritto del piatto, invece, sarà semplice rimuovere gli eccessi di prodotto, una volta terminata la decorazione.
Per rifinire il supporto, si consiglia vivamente l’uso di una vernice vetrificante in gel, in questo caso molto migliore delle consuete vernici finali lucide all'acqua: il gel, infatti, crea subito un discreto spessore sopra la decorazione e rimane molto più "brillante", ad imitazione del vetro. Si stende con un pennello piatto morbidissimo (vanno bene quelli con setole sintetiche gialle), avendo cura di non lasciare bollicine d'aria o zone scoperte; comunque sia, il gel è autolivellante, quindi tenderà a correggere, entro certi limiti, la discontinuità di pennellata. Una volta essiccato, avrà una consistenza gommosa ma abbastanza resistente. Un'ultima nota sull'asciugatura: è piuttosto lenta, ci impiega anche diverse ore, quindi occhio alle impronte digitali!

Poiché questo progetto è finalizzato ad un pubblico non troppo esperto, abbiamo privilegiato una finitura di gel a base d'acqua. In effetti, per chi intenda cimentarsi con qualcosa di più impegnativo, esiste anche un prodotto bi-componente vetrificante, come ad esempio la LACCA CRISTALLO prodotta da Stamperia by Box, che è in grado di creare uno strato trasparente e durissimo sopra la parte decorata, tale da rendere il supporto vetrificato lavabile con sapone e in acqua fredda. Questo trattamento è utile soprattutto per i piatti di servizio ed i vassoi. L'asciugatura delle resine bicomponenti è estremamente lenta, anche due o tre giorni, soprattutto in ambiente umido, quindi è consigliabile non utilizzare l'oggetto decorato prima di una settimana, evitando di appoggiarlo, solo per questo periodo, sul lato decorato.



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